Doppio Sogno: memorie da un letargo profondo.

Non ricordo bene, ma credo di aver sognato.
Con tutti i grassi accumulati in questi mesi, una volta raggiunto il peso forma dell’orso bruno marsicano, il mio corpo è entrato in ibernazione. Scavata la tana sotto una montagna di coperte, ridotte le funzioni vitali allo stato di quiescenza, è cominciato il letargo.  Sospesa ogni attività tranne quelle dei muscoli involontari (cuore, polmoni, andare a lavorare), la mia mente è rimasta imprigionata, fra verità e sogno, in un indecifrabile subconscio d’immagini confuse. L’ultimo contatto con la realtà risale a circa un mese fa, quando per caso ho udito nell’aria un rintocco musicale, un suono vibrante di solo tre note: Re – Fa# – La. E ancora: Re – Fa# – La.
Poi sono crollato, e tutto è diventato incoerente. Re – Fa# – La.
Un accordo in Re minore traducibile in tre semplici sillabe: Pa – Sta – Choux.
pa sta
Nel mio sogno Andrea De Bellis, il pasticcere più bravo di Roma, era in realtà il Joker di Tim Burton. E mentre al suo corso sul bignè perfetto ricevevo in dono il terzo segreto della craquelin, dagli occhi di Jack Nicholson sono cadute lacrime di glassa fondente, e dal suo pianto è sorto un monte: il mitologico e sublime mont Profiteroles.
choux
Scalando la montagna di choux, sono misteriosamente arrivato in Germania.
In un’onirica Mainz, è cominciata, come sempre in viaggio, la ricerca del dolce tipico da postare su instagram. Ma dalle vetrine delle pasticcerie tedesche, inquietanti clown sghignazzanti mi fissavano giudicandomi. A Magonza, città famosa per le vetrate di Chagall nella chiesa di Santo Stefano e una malsana ossessione carnevalesca nei negozi del centro, centinaia di addobbi di pagliacci urlanti mi fissavano intonando l’inquietante ritornello: Re – Fa# – La … Bran – dte – ig … Pa – Sta – Choux.
clown
Mi sono risvegliato a Roma, a lavoro sulla mia scrivania, sconnesso e indaffarato ho nascosto la testa sotto una valanga di impegni tentando di sedare le mie paure. Poi alle 5 è arrivato il fattorino, una consegna imprevista. Scartato il pacco sono stato accecato da una copertina lucente: Eclairs! di Christophe Adam. Re – Fa# – La.
L’incubo non era finito.

libro-1Per liberare il mio inconscio, ispirato dai miei desideri più morbosi e repessi, mi sono messo finalmente a cucinare. Ho scelto un éclair semplice, ripieno di panna e con del cioccolato croccante al posto della glassa. Per decorazione giusto qualche lampone, quel pizzico di troppo, come il cattivo trucco su una giullare del circo Togni.

Per la Pasta Choux:
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360 ml di acqua    . 140 gr di burro    . 30 gr di latte in polvere
. 180 di farina 00    . 6 uova    . 1 cucchiaino di zucchero    . 1 cucchiaino di sale
In un recipiente sbattere grossolanamente le uova.
Versare l’acqua in pentolino con zucchero, sale e il burro tagliato a pezzetti. Portare ad ebollizione ed aggiungere il latte in polvere. Portare di nuovo ad ebollizione e togliere dal fuoco. Aggiungere poco per volta la farina ben setacciata, mescolando bene e rapidamente senza formare grumi. Rimettere tutto a fuoco basso e mescolare ancora per qualche minuto fino a quando il composto non sarà asciutto ed omogeneo. Far raffreddare 5 minuti e poi aggiungere a filo le uova sbattute, amalgamando sempre energicamente. Quando la consistenza sarà liscia ed uniforme, abbastanza densa da rimanere compatta mentre scivola dalla spatola (una sorta di BLOB), riempire la sac á poche e con una punta da 16mm formare delle linee di pasta lunghe almeno 12cm. Infornare a 180° per 35 minuti.
ecl
Per il ripieno:
. 150gr di panna     . 75gr di mascarpone
. 15 gr di zucchero    . I semi di una bacca di vaniglia.
In planetaria montare a neve compatta tutti gli ingredienti contemporaneamente.
Riempire l’éclair tagliato a metà, o se preferite, riempire il pasticcino con la sac á poche forandone il dorso.

Per la decorazione:
. 100gr di cioccolato fondente al 70%     . Lamponi freschi.
Nel microonde temperare 75gr di fondente spezzettato sciogliendolo ad intervalli di 30 secondi a 700W. Misurare ogni volta la temperatura fino ad arrivare a 50°. Aggiungere poi i restanti 25gr e mescolare fino ad abbassare la temperatura a circa 31°. Versare il cioccolato su un foglio di carta da forno e formare dei rettangoli grandi quanto la superficie dell’éclair. Sui rettangoli di cioccolato fuso poggiare 4 lamponi ben asciutti equidistanti fra loro. Raffreddare a temperatura ambiente.

vetrina
Non credo di essere del tutto sveglio, ma ora il sogno è soffice e dolce, e non voglio che finisca. Mi giro dall’altro lato del letto e continuo a viaggiare fra milioni di inimmaginabili possibili ripieni, poi mi tornano in mente le vetrine del Dom-cafè nella bella Mainz, ma ora i pagliacci intonano una nuovo accordo: Do – Mi bemolle – Sol … MAR – ZI – PAN.

marzipan

Eclair: 500 calorie ogni 100gr.
Calorie bruciate scrivendo questo post: 1000 in sogno, 15 nella realtà.

L’ArcheoForno: la grande abbuffata del ’59.

Durante gli scavi della metro C, in zona San Giovanni, è stato scoperto il più grande bacino idrico della Roma imperiale. In una vecchia anfora, fra tavole lignee e punte di frecce, è stato rinvenuto, in ottimo stato di conservazione, anche un numero de “La cucina Italiana“.

1959a
Lo strano reperto, datato Dicembre 1959, è oggi causa di forte imbarazzo tra le fila della Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti (CNAP). Da accurati studi, risulterebbe che qualcuno tra gli archeologi incaricati nel ’59 dello studio di fattibilità del percorso della vecchia metro A, non solo avrebbe taciuto il ritrovamento del sito, ma fosse solito usarlo come nascondiglio segreto dove isolarsi dalla famiglia e dedicarsi alle proprie torbide passioni. Una vera doppia vita, ed i sospetti della confederazione cadono oggi su un ormai 80enne studioso di fama internazionale, che per dovere di privacy chiameremo Indiana Choux.
Qualche anno fa il sig. Choux attirò l’attenzione della comunità scientifica internazionale (e un non celato imbarazzo del governo), quando in vista della pensione, lasciò alla famiglia diritti e proventi delle sue pubblicazioni, e fuggì ad Amsterdam per aprire un piccola pasticceria. Una passione fino ad allora oscura, che mette oggi in nuova correlazione diversi misteriosi manufatti, tutti rinvenuti in importanti scavi in cui il sig. Choux ha partecipato in 60 anni di onorata carriera. Un antico Talismano della Felicità ritrovato in una stanza segreta nella Piramide di Cheope; un numero di Sale e Pepe calcificato fra le rovine di Petra; un poster di Antonella Clerici incastonato nella parate di un antro sacrificale nel tempio di Selinunte.
Ad incriminare l’archeologo è stato però un memorabile cenone di capodanno.
Nella notte di San Silvestro del 1959, il Sig. Choux diede prova delle sue superbe abilità culinarie, imbastendo un’opulenta tavolata di dolci per amici e colleghi. Croquembouche, panettone fritto, budino piemontese, arance in gelatina: proprio gli stessi dolci contenuti nel numero riaffiorato dalle macerie, i cui aromi ancora impregnati fra le pagine unte, si sono sprigionati nell’aria al primo sfogliare della rivista, risvegliando i ricordi dei fortunati archeologi che furono ospiti del banchetto.

1959croqtorta natalizia  arance in gelatina

1959f

Carta: 0 calorie ogni 100gr.
Calorie bruciate scrivendo questo post: 150.