Mater Panettorum

Prima Parte.
In una nuova ordinanza comunale il sindaco Ignazio Marino ha proibito a Roma la produzione di Panettone fatto in casa. Si legge nella nota capitolina: “Le energie dissipate nei precari tentativi dei pasticceri della domenica creano alla città un danno d’immagine e un collasso economico tale da preoccupare le risorse del comune.”
Ancora una volta a questo povero sindaco è lasciato il compito di gestire un’emergenza impopolare, e, anche se intervenire sull’immaginario natalizio potrebbe causarne la sconfitta definitiva, come umanamente dargli torto. Sapete quanti pasticceri amatoriali si uccidono ogni anno dopo aver tentato con il panettone?
Spinto dall’affetto verso quella soffice montagna di uvetta non ho resistito e la settimana scorsa mi sono iscritto alla lezione monografica di Rita Monastero.
Chef (o come dice lei: cheffa) che amo e che, appena arrivati a lezione, ci ha accolto con l’odore più delizioso e avvolgente che si possa immaginare: quello del panettone a lievitazione naturale appena sfornato.
Profumo di cedro e vapori di festa che, al taglio della fetta, si sono sollevati dagli alveoli ben lievitati e intrecciati al dolce sapore arioso in una complicatissima maglia di piacere. E’ lo stesso concetto godurioso dell’anguria. Tagli una fetta, dai un morso al centro, ma invece di inzupparti di succo zuccherino la faccia, il tuo naso si immerge nell’odore del buono per tradizione.
Tutta questa gioia è durata però solo un attimo. Ubriaco di nozioni, fermentato di speranza, con i feromoni canditi in circolo e un vasetto di lievito madre di 120 anni ricevuto in dono dalla cheffa, nei 4 giorni successivi alla lezione ho tentato la drammatica impresa.
Sì, un dolce così buono, è semplice solo in apparenza.
La lievitazione di una massa pesante esige un lievito madre stressato e un impasto ben lavorato: ci vogliono ben tre giorni per realizzare il panettone perfetto, quattro se in balia di condizioni ambientali sfavorevoli o attacchi d’ansia.
Inutile girarci intorno, è stato un disastro.
A pochi minuti dalla fine delle 72 ore di questo processo, il mio panettone, complice un’apertura del forno troppo repentina, si è sgonfiato. Il vero inferno non è stato però la massa informe di pesante composto profondo giallo nel forno, ma proprio quell’odore amico, una volta buono e sognante e ora malvagio e impietoso, che ha permeato la casa e mi ha sbeffeggiato per tutta la settimana, intento solo ricordarmi del disastro e a stimolarmi l’appetito.
Caro diabolico argentiano dolce, malefico incubo, perfido amico, ti avverto: sono troppo caparbio e troppo goloso per arrendermi.
Panettone
Panettone: 400 calorie ogni 100gr.
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